Se hai una tendenza a sviluppare cicatrici cheloidee, non è detto che tu debba rinunciare a un trapianto di capelli. Tuttavia, è fondamentale affrontare l’intervento con estrema cautela, considerandolo un trattamento a rischio aumentato, che richiede una pianificazione personalizzata e la supervisione di un chirurgo altamente esperto.
La predisposizione ai cheloidi non rappresenta una controindicazione assoluta, ma impone:
- una valutazione preventiva meticolosa
- una strategia chirurgica conservativa
- un protocollo post-operatorio rigoroso
Va inoltre sottolineato che il cuoio capelluto presenta una vascolarizzazione e una capacità di guarigione generalmente più favorevoli rispetto ad altre aree del corpo, fattore che può ridurre — ma non eliminare — il rischio.
Presso la clinica del Dr. Serkan Aygin, ogni paziente viene valutato individualmente per garantire il massimo livello di sicurezza possibile.

Cosa sono le cicatrici cheloidee e perché si formano?
I cheloidi sono escrescenze anomale di tessuto cicatriziale che si sviluppano in seguito a una lesione cutanea, un’incisione chirurgica o un’infiammazione.
A livello microscopico:
- i fibroblasti risultano iperattivi
- viene prodotto collagene in eccesso (soprattutto tipo III)
- il processo di guarigione non si arresta una volta chiusa la ferita
Il risultato è una cicatrice:
- in rilievo
- compatta
- talvolta pruriginosa o dolorosa
- che si estende oltre i margini della ferita originale
A differenza delle cicatrici normali, i cheloidi non regrediscono spontaneamente e possono presentare alterazioni di colore. Sono lesioni benigne, ma possono essere esteticamente e funzionalmente fastidiose.
Chi è predisposto alla formazione di cheloidi?
La comparsa dei cheloidi non è casuale e dipende da più fattori:
- Predisposizione genetica: più frequenti nei fototipi Fitzpatrick IV–VI
- Età: maggiore incidenza tra i 10 e i 30 anni
- Localizzazione anatomica: torace, spalle, dorso, mandibola e lobi auricolari
- Risposta immunitaria e ormonale: sovrapproduzione di collagene durante la guarigione
- Fattori meccanici: tensione cutanea, infezioni, irritazioni ripetute
Secondo l’American Academy of Dermatology, i cheloidi interessano circa il 10% della popolazione, con maggiore prevalenza in soggetti di origine africana, asiatica o ispanica.
Che relazione c’è tra cheloidi e trapianto di capelli?
Il trapianto di capelli, sia con tecnica FUE (Follicular Unit Extraction) sia DHI (Direct Hair Implantation), comporta la creazione di centinaia o migliaia di micro-incisioni nelle aree donatrici e riceventi.
Sebbene siano procedure minimamente invasive, ogni incisione rappresenta una micro-ferita. Nei soggetti predisposti, anche un trauma minimo può teoricamente innescare una risposta cicatriziale anomala.
È per questo che la valutazione del rischio individuale è cruciale.
È sicuro sottoporsi a un trapianto di capelli se si è soggetti a cheloidi?
Sì, ma solo dopo un’accurata valutazione personalizzata.
Una clinica specializzata eseguirà una valutazione dermatologica completa prima di confermare l’idoneità all’intervento.
Fasi della valutazione preventiva
- Anamnesi dettagliata: precedenti cheloidi da acne, piercing o interventi
- Esame del cuoio capelluto: identificazione delle zone a rischio
- Patch test (sessione di prova): innesto limitato per monitorare la guarigione
- Terapia preventiva: corticosteroidi intralesionali o gel al silicone, se indicati
- Consapevolezza del rischio: accettazione informata del rischio residuo
- Strategia chirurgica personalizzata: tecniche a basso trauma e minima tensione
Consigli Pratici – Cosa Fare
- Consultare un dermatologo o tricologo prima dell’intervento
- Informare il chirurgo di qualsiasi cheloide pregresso
- Scegliere una clinica con esperienza documentata in pazienti a rischio
- Seguire scrupolosamente le istruzioni post-operatorie
- Monitorare la guarigione e segnalare subito prurito o rilievi sospetti
- Valutare terapie complementari se consigliate dallo specialista
Cosa NON Fare
- Non sottoporsi a un trapianto in presenza di cheloidi attivi non stabilizzati
- Non esporre il cuoio capelluto al sole nel periodo post-operatorio indicato
- Non sottovalutare il rischio solo perché il cuoio capelluto è “meno a rischio”
- Non ignorare i primi segni di cicatrizzazione anomala
- Evitare cappelli stretti o attriti meccanici nelle prime settimane
Tabella: Rischio Cheloidi e Misure di Sicurezza
|
Fattore |
Livello di Rischio |
Azione Raccomandata |
|
Storia di cheloidi |
Alto |
Consulto dermatologico pre-op |
|
Fototipo IV–VI |
Medio–Alto |
Terapie preventive |
|
Tecnica chirurgica |
Variabile |
|
|
Cure post-op |
Critico |
Protocollo rigoroso |
|
Esperienza chirurgo |
Essenziale |
Specialista certificato |
Cosa fare se si forma un cheloide dopo il trapianto?
La diagnosi precoce è fondamentale.
Il trattamento di prima linea è rappresentato da iniezioni intralesionali di corticosteroidi. Possono essere associate:
- fogli di silicone
- pressoterapia
- laserterapia selettiva
Un intervento tempestivo migliora significativamente la prognosi.
Domande Frequenti
Avere un cheloide significa che ne apparirà un altro dopo il trapianto di capelli?
No. Indica un rischio maggiore, ma molti pazienti non sviluppano cheloidi sul cuoio capelluto quando la procedura è ben controllata.
I cheloidi sul cuoio capelluto sono frequenti?
Sono meno comuni rispetto ad altre zone come il petto o le spalle, sebbene il rischio esista e debba essere valutato individualmente.
Si possono trattare i cheloidi se compaiono dopo un trapianto di capelli?
Sì. Esistono trattamenti come iniezioni di corticosteroidi, fogli di silicone o laser, anche se la risposta può variare e sussiste il rischio di recidiva.
La tecnica utilizzata influisce (FUE vs FUT)?
Sì. Le tecniche FUE e DHI sono più sicure nei pazienti con tendenza ai cheloidi, poiché evitano la lunga incisione lineare tipica della tecnica FUT.
Nei pazienti con predisposizione ai cheloidi, la valutazione personalizzata è più importante della tecnica stessa. Un approccio prudente, basato su esperienza clinica e protocolli preventivi, consente in molti casi di procedere in sicurezza.
Se desideri una valutazione personalizzata, puoi prenotare una consulenza con il team del Dr. Serkan Aygin. La scelta del chirurgo è il primo passo verso la tua sicurezza.
Riferimento Scientifico
Alhamzawi, N.K. (2020). Keloid Scars Arising after Follicular Unit Extraction Hair Transplantation. Journal of Cutaneous and Aesthetic Surgery, 13(3), 237–239. DOI: 10.4103/JCAS.JCAS_181_19
